Elea Outdoor in collaborazione con l'associazione Mundus Vivendi propone per il giorno 7 gennaio 2018 un'escursione di trekking che interessa la città di Salerno e la zona di S.Liberatore, appena fuori dal centro urbano.Il percorso si svolgerà dalla mattina fino alla prima metà del pomeriggio. Partendo dal piazzale della stazione FS si proseguirà lungo il corso, penetrando nel centro storico attraverso la famosa via dei Mercanti. Una prima visita guidata prevede il passaggio davanti ad alcuni pregevoli monumenti (Chiesa del S.Pietro a Corte, Palazzo Fruscione, Chiesa della SS.Annunzia col magnifico campanile del Sanfelice) e l’attraversamento dei vicoli dov’è vissuto il poeta Alfonso Gatto, ricordato in scritte murali che riportano i suoi versi. Ci si allontana poi dal centro abitato, passando per il cosiddetto Canalone, sovrastato dal magnifico castello Arechi. Risalendo i colli che segnano l'inizio della Costiera Amalfitana, si percorre un sentiero panoramico che conduce all'Eremo di S.Liberatore. La piccola struttura monastica è sul fianco dell'omonimo sperone che sovrasta Vietri sul Mare e sulla cui vetta si trova la grande croce d'acciaio ben visibile a
Il cammino intende ricordare il passaggio del culto di Santo Nicola da Castellamare della Bruca (Acropoli di Velia) al Borgo di Ascea.
Il culto del Santo nel nostro territorio ha origine antichissime ed è certo che era molto venerato anche a Castellamare della Bruca.
Il culto di San Nicola presso il borgo medioevale, sorto sull’acropoli di Velia, è testimoniato dal fatto che la rappresentazione sacra della Madonna Ausiliatrice di Velia vede San Nicola in ginocchio davanti alla Madonna stessa.
Alcune ricognizioni vescovili del 1600, custodite nell’archivio diocesano di Vallo ed effettuate presso Castellamare della Bruca, danno notizia del culto del Santo.
Castellammare della Bruca è il nome con cui veniva indicato il borgo fortificato costruito in epoca medioevale, sul promontorio su cui sorgeva, un tempo, l’acropoli di Velia.
Il borgo, nel XII secolo, assunse la denominazione di Castellammare della Bruca, probabilmente per la vicinanza della foresta “la Bruca” che da San Mauro la Bruca arrivava fino alla costa.
L'abitato era ancora vivo nella prima metà del XVII secolo e il